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Africa, appello dal webinar Iabw: “Raccontare anche le opportunità”

Una responsabilità nell’alimentare gli stereotipi, anche sui cittadini residenti in Italia con origini africane, apparterrebbe dunque alla stampa. “Noi intellettuali africani veniamo interpellati sui temi della sicurezza o dei migranti” la denuncia di Pap Khouma, reporter e scrittore. “Ma se si tratta di altro, dall’economia alla cultura, i giornalisti italiani ci battono in legittimità”. Secondo lo scrittore, “neanche agli afrodiscendenti impegnati in corsia contro il Covid-19 è stato dato spazio“. Ci sarebbe dunque “uno sbiancamento dell’informazione”, a parlare è ancora Khouma, da contrastare permettendo ai giovani talenti originari dell’Africa di dare il meglio nel mondo dell’informazione.

“I giornalisti italiani devono avere coraggio” esorta Mehret Tewolde, amministratrice delegata di Iabw, che ad aprile ha indirizzato una lettera all’allora direttore di Repubblica, Carlo Verdelli, contestando il fatto che sul giornale non sia dato spazio “a tutte le iniziative positive in ambito sociale o tecnologico intraprese in Africa per fermare l’epidemia di Covid-19 mentre sono stati raccontati episodi di repressione contro chi violava il lockdown”.

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Giusto per Tewolde condannare i regimi autoritari o dare notizie sulle crisi, ma questi problemi non riguardano certo solo l’Africa. “Anche in Cina c’è una situazione di restrizioni, mentre l’area del Golfo non è particolarmente stabile” sottolinea la rappresentante di Iabw. “Eppure i rapporti economici con quei Paesi sono normali e le imprese vanno ad investire”. Secondo Tewolde, “anche l’Africa è imprese, innovazione e giovani pieni di capacità, ma se i nostri giornali non hanno il coraggio di raccontarlo, gli italiani continueranno a guardare all’Africa con diffidenza”.

Un meccanismo controproducente non solo per i Paesi africani e gli afrodiscendenti in Italia, ma per l’Italia stessa, sottolinea Emilio Ciarlo, responsabile dell’Ufficio comunicazione dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics). “Recuperiamo il concetto di ‘Eurafrica’ – dice Ciarlo – perché il futuro è nell’Africa: è lì che troviamo giovani che lavorano sodo per emergere e vincere”. Una capacità di sguardo, questa la tesi,

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