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Coronavirus: con il Progetto Silver tecniche di “ascolto attivo” e “medicina narrativa” per curare a distanza gli anziani

Nel cuore di Milano si sperimenta un approccio del tutto nuovo alla odontoiatria nella terza età, in tempo di Coronavirus:  tecniche di “ascolto attivo” e “medicina narrativa” per curare anche a distanza

Milano, 19 maggio 2020 – Gli anziani, attori sempre più rilevanti delle nostre città, sono sempre più soli: nella fase di lockdown si sono allentati anche i rapporti con medici e specialisti che li hanno in cura, rischiando così il totale isolamento. Se ne sono andati in molti, in silenzio, con il Coronavirus, lasciandoci un grande vuoto. La loro scomparsa è anche perdita della saggezza, della memoria e delle esperienze che hanno dato lustro alla nostra nazione.

Bisogna convivere con il COVID-19 nei prossimi mesi e gli anziani, soprattutto se affetti da patologie croniche, rappresentano un terreno fertile per il virus. Secondo recenti dati ISTAT, la frequenza delle patologie croniche aumenta con l’avanzare degli anni: già nella classe 55-59 anni ne soffre il 53%, tra le persone ultra settantacinquenni la quota raggiunge l’85,3%

Gli anziani necessitano di essere rassicurati per riprendere una vita di relazioni e guardare con serenità il futuro. Oggi è possibile essere seguiti e curati anche a distanza, grazie alle tecniche di ascolto attivo, alla medicina narrativa e alla telemedicina. Bisogna tendere ad una visione in itinere della salute del paziente anziano, perché patologie e problematiche oggi solo in nuce, possono subire una repentina evoluzione in brevissimo tempo. La medicina del futuro sarà sempre più multitasking, molti la definiscono già la medicina delle quattro P: Personalizzata, Predittiva, Preventiva e Partecipativa.

Ad una rinnovata sensibilità del rapporto medico-paziente guarda la Medicina Narrativa (Narrative Based Medicine): fondata in America negli anni novanta da Rita Charon, della Facoltà di Medicina della Columbia University, oggi sta raccogliendo molti consensi anche in Italia in quanto si avverte la necessità di far interagire l’aspetto scientifico, proprio dell’attività clinica (disease), con il vissuto della malattia da parte del paziente (illness).

Un esempio di questo innovativo approccio è il Progetto Silver, ideato da Lea Di Muzio e realizzato da DentalBreraClinic, uno studio odontoiatrico situato in via Brera a Milano. I due titolari Stefano Gracis e Matteo Capelli vantano una lunga esperienza clinica e un continuo confronto con realtà internazionali.

Il progetto, che ha avuto il lancio sulle più importanti agenzie di stampa, propone una nuova visione della Odontoiatria geriatrica, branca della Odontoiatria che nei prossimi anni vedrà un significativo sviluppo, per l’inarrestabile processo d’invecchiamento della popolazione nei paesi occidentali.

Elemento fondante del Progetto Silver è il recupero della dimensione emozionale e culturale della cura, il rispetto dell’individualità, l’aspetto etico. L’evidenza scientifica che governa i protocolli clinici interagisce con lo studio del carattere e della personalità del paziente, i dati contenuti nella scheda anagrafica e anamnestica si integrano con il racconto che il paziente fa di sé. La raccolta delle informazioni diventa così multidimensionale: entrano in gioco la componente soggettiva, l’identità personale, la lettura e l’interpretazione che il paziente fa del piano di cura che gli viene proposto.

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