Il caso del bimbo di Parma, il biologo: “Giudice deve avere ok Asl per obbligo a vaccini”

ROMA – “Se un bambino ha una storia sanitaria per la quale, secondo parere di specialisti, e’ in valutazione sospesa dalle vaccinazioni, in assenza di una controparte, il giudice in base a cosa ha deciso che per essere nella legge il bambino debba essere per forza vaccinato?“. E’ questo l’appello al giudice che Franco Trinca, biologo nutrizionista clinico, che si occupa da anni di polimorfismi genetici in relazione a possibili reazioni avverse ai vaccini, intervistato dalla Dire, lancia in merito alla decisione del Tribunale di Parma di obbligare il figlio di P., mamma coraggio il cui caso DireDonne sta seguendo, di sottoporsi alle vaccinazioni nonostante “ben 7 esperti- come la legale Giampaoli ha ricordato- abbiano certificato che il bimbo debba essere sollevato dall’obbligo per le sue condizioni di salute“.

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Fa notare il biologo che: “Se esistono pareri sanitari (anche di specialisti privati consultati dalla madre) fondati su analisi e sulla storia clinica del bambino o familiare, prima di procedere ad attuare sul bambino il programma vaccinale previsto, il pediatra, i dirigenti sanitari e medici vaccinatori dell’ASL hanno il dovere e l’obbligo medico-legale di ben valutare lo stato di salute del vaccinando anche alla luce di tutti i certificati sanitari e relazioni scientifiche ad egli relativerivolge”.

I legali della mamma P. nei giorni scorsi hanno diffuso a tal proposito una nota per difendere la mamma dall’accusa di essere ‘no vax’. “Il vaccino non e’ stato effettuato perche’ i sanitari- come ha ricordato l’avvocata- non hanno firmato la dichiarazione di responsabilita’ sul rischio di danni per il minore”.

Rispetto agli obblighi vaccinali previsti dalla legge Lorenzin, il comma 3 dell’art. 1 ricorda Trinca che – come e’ dovuto dal principio di precauzione e dal diritto di ogni persona al rispetto della propria integrita’ psicofisica (artt. 2 e 32 della Costituzione e art. 3 comma 1 della Carta dei diritti fondamentali dell’UE)- “le vaccinazioni possono essere differite o omesse ‘in caso di accertato pericolo per la salute,

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