Compito della politica è governare i fenomeni e riuscire a permettere che ci sia chi ci si impegna non è di poco conto. Ha a che fare, talvolta, anche con i sogni e il dar spazio ai giovani
BOLOGNA – Il giornalismo è l’unica forma narrativa in cui si può omettere la fine: certe storie iniziano, vanno avanti ma il finale non sempre è raccontato. Certe storie, però, “fanno giri immensi e poi ritornano” e da poco ha rifatto capolino una di cui si erano quasi perse le tracce. Chi ricorda i bonus da 600 euro per i lavoratori autonomi danneggiati dal Covid? Molti, forse. E i politici che li presero? C’erano parlamentari, politici in Veneto, del Pd a Torino, consiglieri Lega in Emilia-Romagna, Piemonte e Liguria, casi a Genova, un ex candidato sindaco di Firenze, episodi in Friuli Venezia Giulia… E cosa gli è successo? Qualcuno si è giustificato col classico “a mia insaputa”, qualcuno ha detto che aveva chiesto per lui “la fidanzata”. C’è chi non è stato ricandidato, chi è stato sospeso (e non si sa se poi re-integrato nel partito)… Tutte storie, con le loro parabole e finali non sempre scritti. Ma ecco che, a distanza di mesi e di polemiche (i bonus Inps ai politici sono stati uno dei tormentoni estivi), quatta quatta arriva la sorpresa: una circolare ministeriale sancisce che quell’aiuto non spettava a parlamentari, consiglieri regionali e eletti nelle istituzioni. E l’Inps ha scritto per riavere i bonus entro 30 giorni. Si è saputo da poco: una nuova ‘puntata’ che allunga la storia e sposta il finale a quando… Chissà.
Ma che apre anche un nuovo capitolo: devono restituire anche i consiglieri di piccoli Comuni, quelli del “gettone”. E qualcuno ha detto “no, non è giusto”: un paio di parlamentari Pd chiederà al (nuovo) Governo di non procedere. Perché, come si disse già a inizio querelle, i politici non sono tutti uguali: negli enti locali c’è il 98% degli eletti e chi lo è in Province o Comuni fino a mille abitanti lo fa da volontario,