
“Gli allenamenti modificati dall pandemia causano stress da sovraccarico”
ROMA – “La frattura composta del piatto tibiale della sciatrice azzurra Sofia Goggia prevede un tempo di recupero organico che va dai 45 ai 60 giorni. Sicuramente l’atleta ha una base di partenza ottima dal punto di vista di quantità di allenamento e qualità della muscolatura interessata. Oltretutto, ha approfittato dello stop per rimuovere una placca-vite all’arto superiore, al radio. In questo periodo dovrà lavorare per il mantenimento delle sue performance aerobiche, anaerobiche e la muscolatura”. Lo dichiara alla Dire Andrea Piazze, presidente nazionale del Gis Sport-Aifi (Gruppo di interesse specialistico in fisioterapia Sportiva dell’Associazione italiana di fisioterapia), affrontando il tema dell’infortunio dell’atleta azzurra, costretta a saltare i Mondiali di sci alpino di Cortina d’Ampezzo. Più in generale, “lo sci alpino e gli sport invernali in genere- spiega Piazze- hanno nella traumatologia diretta il loro spauracchio maggiore. Si possono presentare problematiche di infortunio traumatico per le articolazioni e le ossa. Inoltre- conclude l’esperto- si può verificare uno stress da sovraccarico, dovuto dal fatto che gli atleti hanno raggiunto la kermesse mondiale con gli allenamenti condizionati e modificati dalle restrizioni dell’ultimo periodo per l’emergenza Covid”.
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