Il sindacalista: “Nel Lazio liberi professionisti sanitari senza vaccino”

ROMA – A dicembre, alcuni giorni prima del ‘Vaccine day‘ del 27 dicembre, Guido Coen Tirelli, segretario dell’Anaao Lazio, denunciava che in Regione non c’era ancora alcuna indicazione sulla gestione delle vaccinazioni anti-Covid e che si navigava a vista. A distanza di quasi due mesi e con una campagna partita col botto, almeno sul fronte dei numeri, ma presto sospesa o ridotta per mancanza di dosi, Tirelli solleva ancora diverse criticità, a partire dai liberi professionisti sanitari che non sono ancora stati vaccinati.

– Dottor Coen Tirelli, ma non c’era un accordo con l’assessore alla Sanità del Lazio, Alessio D’Amato, per proteggere anche tutti i sanitari della libera professione?

“Esatto, c’era. Dall’Ordine dei medici di Roma, di cui faccio parte come tesoriere del Consiglio direttivo, è stato inviato un elenco alla Regione oltre dieci giorni fa, ma non hanno mai chiamato i sanitari professionisti. A Roma ci sono circa 16mila liberi professionisti non vaccinati, di cui 6.000 odontoiatri: il problema è che queste persone sono nel circuito sanitario perché esercitano e sono a contatto con i pazienti. È incredibile che si vaccinino gli 80enni senza finire la prima fase della campagna che riguarda i sanitari. Dalla Regione ci hanno sempre rassicurato che questi professionisti avrebbero ricevuto la somministrazione, ma ormai temo non sarà così”.

Ci sono ancora medici, infermieri e personale sanitario nelle Rsa che non hanno ancora fatto il vaccino perché contrari?

“Ci sono purtroppo diversi sanitari che non si sono presentati all’appuntamento per la seconda dose, per paura delle reazioni o scetticismo sull’efficacia. Parliamo di una porzione di popolazione sanitaria consistente, andrebbero sollecitati, ricordando loro che con una sola dose non sono immunizzati“.

– Qualche mese fa lei si espresse sulla obbligatorietà del vaccino per i sanitari, sostenendo che per l’obbligo del vaccino ai sanitari serve la legge. Filippo Anelli, presidente delle Federazione nazionale degli Ordini dei medici, ha detto, in un’intervista, che esistono tre leggi, la 81 sulla sicurezza del lavoro, la 24 del 2017 e l’articolo 129 del decreto legislativo 106 del 2009. Ognuna di queste norme, sostiene Anelli, impone la tutela dei lavoratori da parte del datore di lavoro,

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