di Federica Mingarelli e Sara Forni
foto e video di Davide Landi
BOLOGNA – Si chiama musica ‘dal vivo’, ma di vita nei live club bolognesi ce n’è davvero pochissima. I locali che ospitano concerti sono tra i più colpiti dalla pandemia, complice il fatto che per assistere bisogna necessariamente assembrarsi, attività vietatissima di questi tempi. La città di Bologna da sempre si fregia di essere un polo culturale importante anche per la musica dal vivo, ma i suoi club stanno agonizzando da mesi per la mancanza di attività e di garanzie sulla riapertura.
IL COVO, TEMPIO DELL’INDIE, INATTIVO DA QUASI UN ANNO
Fiore all’occhiello dell’indie internazionale, il Covo non ha mai più riaperto i portoni di viale Zagabria dal 21 febbraio 2020, data dell’ultimo show. “Purtroppo non abbiamo uno spazio estivo- spiega alla ‘Dire’ Andrea James Colgan, tra i soci dell’associazione Hovoc che gestisce lo storico locale-, o meglio: avremmo potuto utilizzare il cortile qua sotto che è di proprietà del Comune, ma avremmo dovuto pensare con largo anticipo ad una programmazione, senza alcuna garanzia che si sarebbe poi potuta realizzare”. Il problema dei locali che propongono live, infatti, è che non basta il permesso di riaprire, ma servono mesi di lavoro (James stima tra i 6 e i 12) per contattare le agenzie, ‘fermare’ le date di band internazionali, organizzare le questioni logistiche. “Avevamo provato a pensare una programmazione per settembre 2020, investendo in sedie per ospitare il pubblico seduto e distanziato, separatori di plexiglass, disinfettanti e tutto il resto, poi poche settimane prima della riapertura è arrivato il dpcm”.
“LA PROPOSTA? NOI PROGRAMMIAMO E IL GOVERNO CI RIMBORSA IN CASO DI MANCATA APERTURA”
La proposta che arriva dal Casalone in accordo con le altre realtà musicali cittadine, è coniata dalla Germania, dove il governo ha proposto agli operatori culturali di procedere con la programmazione per l’autunno 2021, garantendo un rimborso delle spese sostenute nel caso si prolungasse la pandemia e quindi l’impossibilità di aprire. “Anche perché- ricorda James parlando alla ‘Dire’- al momento si parla di fine 2021/inizio 2022, ma ila verità è che non abbiamo alcuna certezza di quando finalmente si potrà ritornare a fare concerti”.