A Bologna stop a 39 sale da gioco. Aitini: “Missione compiuta”

In città nel 2020 la Polizia locale ha emesso 448 sanzioni legate al gioco d’azzardo e nel frattempo è andato avanti l’iter di applicazione del “distanziometro” che ha portato alla chiusura di 39 attività, delle quali dieci hanno ricorsi ancora pendenti

BOLOGNA – C’è un pacchetto di provvedimenti in standby per i ricorsi presentati dagli esercenti, ma il Comune di Bologna conta di aver portato a termine la missione di far chiudere le sale gioco utilizzando il “distanziometro” che vieta queste attività a meno di 500 metri di distanza dai luoghi sensibili, come scuole e chiese. A circa due anni dall’avvio di questo percorso, il bilancio parla di 39 provvedimenti di chiusura più cinque delocalizzazioni. Restano fuori cinque o sei sale, posizionate in luoghi tali da rispettare la distanza stabilita con legge regionale.

Intanto, nonostante per larga parte dell’anno le attività commerciali siano rimaste chiuse causa Covid, a Bologna nel 2020 la Polizia locale ha emesso 448 sanzioni legate al gioco d’azzardo. Dunque “un numero molto elevato”, sottolinea l’assessore al Commercio e alla Sicurezza, Alberto Aitini, riportando il dato in commissione: “Un lavoro davvero importante, che dimostra ancora una volta quanto per il Comune di Bologna sia davvero una priorità il contrasto al gioco d’azzardo patologico“. Allo stesso tempo, è andato avanti l’iter di applicazione del “distanziometro” e su questo fronte “abbiamo raggiunto l’obiettivo di 39 attività chiuse”, sottolinea l’assessore: “In linea di massima dovrebbero essere chiuse per sempre, bisogna vedere se qualcuna proverà a riaprire quando il Governo lo permetterà”, allentando le restrizioni anti-Covid, “ma non credo che succederà”. Delle 39 sale per cui il Comune ha ordinato lo stop, infatti, molte si sono opposte e dieci ricorsi sono ancora pendenti.

alberto aitini

Molti contenziosi “li abbiamo già vinti, i ricorsi al Tar e le richieste di sospensiva sono state negate- riferisce la dirigente Pierina Martinelli- e ora sono attivi ancora dei ricorsi al Consiglio di Stato, sui quali però non crediamo ci sia un orientamento diverso rispetto a quelli già decisi. Quindi abbiamo un orizzonte che dovrebbe ormai essere abbastanza tranqillo sulla chiusura delle 39 sale”. Poi ci sono cinque attività che hanno ottenuto la proroga a fronte dell’impegno a spostarsi in luoghi non colpiti dal “distanziometro”: causa Covid,

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