Luigi Manzo, 30enne di Formigine, ha ricevuto una chiamata da Adecco il 23 dicembre, che gli annunciava la fine del suo lavoro al Cavallino dopo due anni senza mai contestazioni né rimproveri
MODENA – “Ho mollato un lavoro a tempo indeterminato per avere la possibilità di lavorare in Ferrari, mentre adesso sono a casa. L’agenzia Adecco mi ha telefonato proprio il 23 dicembre, nel mio primo giorno di ferie, per annunciarmi, senza spiegare il perché, che il lavoro nel gruppo del Cavallino per me era finito. Finito dopo due anni senza contestazioni o lettere di rimprovero. Anzi, ero stimato da tutti i colleghi. Peccato, così sembra mi facciano un dispetto e non so perché. Spero di tornare a Maranello”. È sconsolato Luigi Manzo, ex precario di Ferrari tramite l’agenzia per il lavoro Adecco, lasciato a casa quasi la vigilia di Natale. Il nuovo anno per il gruppo del Cavallino si è aperto per uno sciopero Cgil di un’ora proprio per chiedere il reintegro di Manzo, il quale insieme ad altri tre colleghi, a loro volta ingaggiati per intermediazione, non è stato richiamato in questa fase.
In questi giorni, così, hanno scioperato i suoi colleghi del reparto fonderia. In azienda viene considerata un’area di lavoro di eccellenza professionale, che fra l’altro è stata premiata con un riconoscimento interno nel 2020, e questo in realtà non fa che rendere Manzo ancor più incredulo. Sono stati i lavoratori del comparto “anime”, a fianco di quelli del “conchiglia”, a guidare lo sciopero che, come confermano le categorie Cgil interessate, Fiom e Nidil, ha coinvolto l’intero reparto. “Sì- spiega oggi il quasi 30enne Manzo parlando con la ‘Dire’- sono entrato nel febbraio 2018 e, dopo due rinnovi contrattuali, ho guadagnato la stima dei colleghi. Per questo è stata una doccia fredda il mancato rinnovo sotto Natale. Non ho mai ricevuto contestazioni né lettere di rimprovero o altro, i sabati obbligatori li ho sempre fatti”.
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Effettivamente,