Lo stop dei social a Trump “è una svolta epocale”

AGI – “La domanda che dobbiamo farci è una: perchè ora e non prima?”. Facebook e Twitter “hanno visto Trump arrivare al capolinea e gli hanno dato il colpo di grazia, prima non si sono permessi di farlo anche se sono state tante le occasioni in cui potevano intervenire e chiudere il suo account”. Walter Quattrociocchi, Professore di Data Science all’Università La Sapienza di Roma, dove coordina il Center for Data Science and Complexity for Society, parla con AGI riflettendo sulle mosse delle piattaforme social nei confronti del presidente degli Stati Uniti uscente.

“C’è questa contraddizione: Facebook e Twitter stanno cercando di adattarsi al nuovo contesto politico, ma la mossa è un po’ ingenua perché hanno creato un precedente unico”, almeno contro profili “di questa levatura”. Ora gli verrà chiesto conto del perché tutte le altre volte questa misura non è stata intrapresa”.

Quello che è accaduto, secondo Quattrociocchi, “è una svolta epocale. Hanno deciso di intraprendere un ruolo decisionale in termini politici. Si è manifestato il ruolo di Facebook e Twitter come veicoli d’informazione e di formazione dell’opinione pubblica. Perché se vuoi fermare Trump è perché vuoi fermare

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