Puglia, Lopalco: “No numeri da zona rossa, ma massima prudenza sulle scuole”

ROMA – In Puglia “non ci sono numeri da zona rossa”. È la rassicurazione del l’assessore regionale alla Sanita’ della Puglia, Pier Luigi Lopalco che, a margine di una iniziativa di beneficenza a Bari, ha chiarito che “non dobbiamo essere preoccupati di una classificazione perche’ una classificazione dipende dal fatto che c’e’ un rischio. La classificazione zona rossa o zona arancione non e’ una punizione e’ semplicemente una questione di prudenza perche’ il virus sta circolando e dobbiamo evitare che il virus circoli”.

“Sappiamo che i criteri generali per la classificazione in zona gialla, arancione, rossa sono stati gia’ cambiati e quindi sara’ molto piu’ facile passare sia in zona arancione che in zona rossa – ha continuato – a parita’ di circolazione di virus oggi si passa in zona arancione o rossa molto prima di quanto non fosse novembre- dicembre perche’ sono cambiati i criteri”.

“Questo cambiamento di criteri – ha sottolineato – non e’ una punizione per il cittadino e’ semplicemente il fatto che ci si e’ accorti che di fronte a un certo livello di circolazione del virus bisogna stringere i denti”.

“CON VACCINO ASTRAZENECA VERA SVOLTA”

“Abbiamo buone notizie da altri fronti- aggiunge Lopalco- oltre a Pfizer avremo il vaccino Moderna e penso anche AstraZeneca che rappresentera’ per l’Italia la vera svolta perche’ ricordiamo, e’ il principale fornitore del Governo italiano nella rosa dei produttori dei vaccini. Anche AstraZeneca probabilmente ricevera’ presto l’autorizzazione Ema e quindi noi speriamo che febbraio diventi davvero il mese della svolta con un numero di vaccinazioni adeguato”.

L’epidemiologo ha evidenziato che non ci sono problemi in termini di team vaccinali ne’ di distribuzione almeno “localmente” in quanto “i problemi nella distribuzione dipendono dalla distribuzione internazionale”.

“I vaccini sono pochi, quelli che si stanno producendo sono pochi e quindi Pfizer fa difficolta’ a distribuire anche le dosi che aveva promesso entro i tempi – ha spiegato l’esperto – È una distribuzione logistica difficile, tenete presente che questi vaccini partono dal Belgio,

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