I cinque anni del garante negli istituti penitenziari

ANCONA – Zero contagi tra i detenuti, qualche caso tra gli operatori di polizia penitenziaria che non sono entrati, comunque, in contatto con gli stessi detenuti ed un sistema che ha retto  all’urto dell’emergenza pandemica. Lo conferma  il Garante dei diritti al termine dell’ultima visita, quella a Marino del Tronto di Ascoli Piceno, presso gli istituti penitenziari marchigiani.

“Un riscontro positivo – precisa – che è legato a questa problematica specifica e che fotografa ovviamente il momento attuale.  Su altro versante, sappiamo quante e quali sono ancora le criticità che insistono sul nostro sistema carcerario e che non hanno trovato  un’adeguata soluzione. In questi anni l’Autorità di garanzia ha avuto modo di affrontarne diverse, dal sovraffollamento alla carenza di organici, dalle questioni legate alla sanità a quelle strutturali, fino alla necessità di incrementare le attività trattamentali. E’ indispensabile continuare a mettere in campo tutte le risorse possibili affinchè le carceri non vengano considerate come l’ultimo anello del welfare. Occorre, quindi, monitorare con costanza e determinazione e non abbassare mai la guardia”.

E a conclusione del suo mandato, il Garante tira le somme del lavoro svolto nel corso degli ultimi cinque anni. Sul piatto della bilancia ci sono 30 azioni di monitoraggio (più di cinque ogni anno) con una media complessiva di oltre 200 ingressi in carcere (sia per la stessa azione di monitoraggio che per altre iniziative) e circa 1.800 colloqui con i detenuti. Un’attività che si è concentrata soprattutto nei periodi che hanno registrato l’acuirsi delle criticità, come quello estivo o come  quello straordinario dell’emergenza pandemica, che ha annoverato anche un confronto mantenuto costante attraverso il mezzo telematico.
“La fotografia  annuale – ricorda Nobili – è stata rappresentata con l’ausilio di 5 report,  che hanno fornito i dati consolidati delle presenze nei sei istituti penitenziari delle Marche, sette fino al 2016 quando è stato chiuso quello di Camerino a causa del terremoto, e nella Rems  attualmente ospitata a Macerata Feltria, ma hanno anche fatto il punto della situazione  per quanto riguarda sovraffollamento,

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