VIDEO | Mascherina e distanze aggravano le difficoltà di chi ha problemi all’udito

Mauro Menzietti, presidente dell’Associazione nazionale Audioprotesisti, racconta i problemi legati all’ipoacusia, che in Italia colpisce 8 milioni di persone

L’ipoacusia, cioè il ‘sentire meno’, colpisce tutti con l’avanzare dell’età. Ma, secondo un’indagine del Censis, alcuni disturbi dell’udito sembrano essere diffusi tra tutta la popolazione: al 54,7% degli italiani capita di chiedere alle persone di ripetere ciò che hanno appena detto, il 45,5% ha difficoltà a percepire le voci sussurrate, per il 26,9% è difficile ascoltare i programmi alla tv o alla radio. Che impatto ha questo sugli aspetti relazionali, tra famiglia, lavoro e scuola?

“Questi dati sono i classici campanelli di allarme a cui dobbiamo prestare grande attenzione, perché molto spesso non è la persona che ha il problema di udito a manifestare il proprio imbarazzo o disagio, ma sono i familiari, gli amici o i conoscenti che notano nel proprio caro o nell’amico queste difficoltà di relazionarsi e interagire, perché magari il volume della televisione è troppo alto o è necessario il dover ripetere le cose”. Il problema è sempre risolvibile con una presa di coscienza e di consapevolezza che inizia con un semplice controllo dell’udito, che si fa in tutti i centri acustici, in ospedale o dall’otorino. Il controllo dell’udito è un semplice esame durante il quale bisogna rispondere a delle domande ascoltando dei suoni in una cuffia; dura cinque minuti e molto spesso è anche gratuito perché nel nostro Paese si organizzano tante giornate di sensibilizzazione. Degli 8 milioni di persone che hanno un problema di udito più della metà non ha mai fatto un controllo, ecco perché è importantissimo attivare un percorso di consapevolezza. E lo dobbiamo fare a tutte le età, sensibilizzando i giovani ma anche i nostri anziani, che devono mantenere funzionante il loro udito per una vecchiaia in piena efficienza”.

Ipoacusia e Covid-19. Gli esperti la definiscono ‘un’emergenza nell’emergenza’, ma in che modo l’obbligo di utilizzo della mascherina e il distanziamento sociale aumentano le difficoltà per questa tipologia di pazienti?

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