VIDEO | Le proposte Anquap per scuola e sanità: “Ripartire dall’edilizia e dal personale”

ROMA – Entrambe soffrivano di problemi strutturali già prima del Covid-19, entrambe sono state travolte dalla crisi pandemica. Ma ora scuola e sanità hanno la possibilità di disegnare nuove prospettive future e tornare ad essere voci di investimento, e non solo di spesa. Le analisi e le proposte sul futuro dell’istruzione e della sanità sono state al centro dell’assemblea nazionale dell’Anquap, l’Associazione nazionale quadri delle amministrazioni pubbliche, che si è svolta questa mattina in streaming con Giorgio Germani, presidente di Anquap; Simona Malpezzi, sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento; Guido Quici, Presidente della Federazione Cimo-Fesmed e Antonello Giannelli dell’Anp.

TRASFORMARE LA CRISI IN OPPORTUNITÀ

“Prima della pandemia scuola e sanità avevano gli stessi problemi: mancanza di personale, un sistema organizzativo non centralizzato e un’edilizia inadeguata- ha commentato in apertura il presidente di Anquap- adesso assistiamo ad un’inversione di tendenza: stanno arrivando i primi finanziamenti e dobbiamo saper cogliere questa terribile crisi per riorganizzare sia il settore scolastico che quello sanitario“. ‘Scuola e sanità al tempo del Covid’ era appunto il titolo dell’assemblea, che ha ospitato nel corso della mattinata proposte e idee avanzate da rappresentanti del mondo dell’istruzione, medici e personalità politiche.

“Il Covid ha scoperto le nostre fragilità e messo in crisi una sanità già in affanno a causa dei numerosi tagli- ha detto Guido Quici, Presidente del sindacato dei medici Cimo-Fesmed- tuttavia il nostro sistema ha retto e si è dimostrato abbastanza resiliente.

DA DOVE RIPARTIRE

Adesso però la pandemia ci offre anche l’opportunità di riformare il servizio sanitario. I punti da cui dobbiamo partire- aggiunge Quici- sono l’edilizia sanitaria, la prevenzione, la medicina generale e una maggiore organizzazione a livello centrale. Il decentramento e il susseguirsi di Dpcm e ordinanze ha provocato solo disorientamento”. Edilizia e personale, dunque, i due problemi che riguardano anche la scuola, ora al centro del dibattito sulla riapertura. “Far tornare i ragazzi delle superiori in classe è necessario, ma solo se le condizioni epidemiologiche lo consentono- sostiene Simona Malpezzi- i luoghi a rischio zero non esistono,

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