Tg Politico Parlamentare, edizione del 24 novembre 2020

A NATALE L’ITALIA IN ZONA GIALLA ‘RAFFORZATA’

Il ministro della Salute Roberto Speranza rinnova la stretta: Liguria, Basilicata, Umbria restano zone arancioni, Bolzano confermata zona rossa. Questo almeno fino al 3 dicembre. Altre regioni potrebbero invece cambiare colore nel fine settimana, quando e’ attesa la nuova ordinanza. Nel frattempo, il governo sta lavorando a un dpcm che trasformi tutta l’Italia in zona gialla “rafforzata” per Natale. Niente feste né cenoni, l’obiettivo è consentire il ricongiungimento tra parenti stretti in regioni diverse, permettendo gli spostamenti ai residenti domiciliati altrove. Nessuna deroga in vista, invece, per settimane bianche e impianti sciistici. Intanto il premier Giuseppe Conte confida per venerdi’ prossimo di ridurre al valore 1 l’indice di contagiosita’ nazionale. Una premessa indispensabile per qualsiasi altra ipotesi.

EFFETTO COVID, SOFFRONO DONNE E NO PROFIT

Saranno due deputati della maggioranza, Maria Luisa Faro del Movimento 5 stelle e Stefano Fassina di Leu, i relatori della manovra alla Camera. Ma il dialogo tra governo e Forza Italia prosegue, tanto che il partito di Silvio Berlusconi giovedì non farà mancare i propri voti per dare il via libera allo scostamento di bilancio. Intanto, il mondo del no profit lancia l’allarme e critica la norma della finanziaria che obbliga le associazioni ad aprire la partita Iva: “E’ un aggravio burocratico e finanziario che rischia di far chiudere migliaia di organizzazioni di volontariato”, dice la portavoce del Forum Terzo Settore, Claudia Fiaschi, che nelle prossime ore incontrerà i tecnici di Palazzo Chigi e del Mef. Gli effetti della pandemia pesano soprattutto sulle donne tanto che l’Istat stima 470 mila occupate in meno e prevede un calo drastico delle nascite.

4 MILA INDAGINI APERTE CON ‘CODICE ROSSO’

Quattro mila indagini aperte in un anno dall’applicazione del Codice Rosso, la legge che tutela le vittime di violenza di genere. A fare il punto sulla norma è il ministro di Giustizia Alfonso Bonafede. Novanta i processi già conclusi, 80 le condanne per i quattro nuovi reati introdotti dalla legge: la violazione delle misure di protezione per le vittime,

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