Quarant’anni dal terremoto dell’Irpinia, la programmazione speciale della Rai

Dal ricordo dei sopravvissuti all”Irpiniagate’, la Rai torna indietro nel tempo al 23 novembre 1980, quando un sisma di magnitudo 6.9 devastò l’Irpinia, provocando quasi 3000 vittime

ROMA – Nella serata del 23 novembre 1980 un sisma di magnitudo 6.9 devasta l’Irpinia e provoca quasi 3000 vittime. A 40 anni da quello che fu il terremoto più violento registrato in Italia dopo la Seconda Guerra Mondiale, la Rai rende omaggio alle vittime e ai sopravvissuti con una programmazione dedicata che si snoda come una lunga staffetta a partire da questo fine settimana.

Domenica 22 novembre su Rai1 alle 23.25 sarà la volta dello Speciale Tg1 curato dalla Testata in collaborazione con Rai Teche che ha realizzato “Fate Presto – 23 novembre 1980, storia di un terremoto”, documentario con testo e voce narrante dello scrittore e poeta Franco Arminio, originario di quei luoghi, regia di Lorenzo Di Majo. Verranno rievocate le prime drammatiche e concitate ore a ridosso dalla tragedia, attingendo dalle potenti immagini conservate negli archivi Rai, e tutti i temi connessi alla tragedia: il ritardo dei soccorsi, l’emigrazione, la ricostruzione dei paesi, la profonda trasformazione antropologica e urbanistica dei paesi del Sud in seguito al sisma. Ancor più articolata e presente l’offerta delle reti Rai lunedì 23 novembre, giorno dell’anniversario. Su Rai1 si comincia alle 6.45 con “UnoMattina” e si prosegue, alle 9.55, con “Storie Italiane” che propone servizi e ospiti dedicati.
Alle 8.30 sarà poi Rai Storia con la rubrica “Il giorno e la storia” a ricordare la tragedia dell’Irpinia. Alle 11.30 Radio3 Scienza racconterà cosa abbiamo imparato da quel terribile sisma. Ospite il sismologo dell’Ingv Alessandro Amato. Seguiranno i racconti di ascoltatori e ascoltatrici che descrivono un luogo di quel terremoto come è oggi, a quarant’anni di distanza.

Su Rai3, alle 13.15 “Passato e presente” con “1980: il terremoto in Irpinia” ripercorrerà le diverse fasi della catastrofe che mise in ginocchio uno dei territori più poveri della penisola, contando, oltre ai morti, più di ottomila feriti e trecentomila senzatetto.

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