AGI – Il paese intero raso al suolo, con le case in pietra del centro storico sbriciolate, ma anche gli edifici più moderni e l’ospedale ridotti in polvere e macerie.
Tra le 482 vittime della notte del 23 novembre 1980 anche il parroco, sindaco Guglielmo Castellano e il capitano dei carabinieri, che prima di morire, sepolto dalle macerie impartì gli ultimi ordini per organizzare i soccorsi. Due giorni dopo, sotto una tenda, quel che restava del consiglio comunale si riunì e scelte una giovane donna per il momento più drammatico. Rosanna Repole divenne sindaco di Sant’Angelo dei Lombardi e coordinò i soccorsi, poi gli aiuti, e infine la ricostruzione.
Più volte riconfermata primo cittadino negli anni a seguire, Repole quella sera si trovava nella biblioteca dell’Episcopio. “Io parto dal ricordo di una giornata splendida – dice – che sembrava quasi una giornata primaverile, non autunnale, e nulla poteva portare a pensare che poi ci