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LIVE | Usa 2020. Trump continua a contestare, Biden verso la vittoria anche in Georgia

ROMA – Nella notte americana, lo sfidante democratico Joe Biden ha eroso il distacco con il presidente Donald Trump sia in Pennsylvania che in Georgia, in una corsa alla Casa Bianca che raramente si era dilungata tanto. In Pennsylvania, lo Stato che vale più “grandi elettori” tra i sei stati chiave – ben 20 – Donald Trump è avanti di 22.576 voti rispetto ai 24.000 precedenti, sul 95% scrutinato. La polizia ha fatto sapere di aver ricevuto una segnalazione circa un possibile attacco al Convention Center, a Filadelfia, dove è in corso lo spoglio. Senza fornire ulteriori dettagli, la polizia ha fatto sapere di avere una persona in custodia.

Il secondo Stato che potrebbe rivelarsi decisivo è la Georgia, che “pesa” 16 punti: qui la distanza tra Trump e Biden è di appena 1.800 voti, e ne mancano 14.000 da conteggiare. In Arizona, Stato che assegna 11 “grandi elettori”, il distacco del candidato democratico è decisamente più consistente, e gli vale 47.000 voti in più rispetto a Trump. In Nord Carolina, 15 “grandi elettori”, per ora Trump è avanti con 70.000 voti circa. Infine ci sono il Nevada (6 “grandi elettori”) e l’Alaska. Nel primo, le autorità hanno spiegato che i risultati definitivi potrebbero arrivare non prima di giovedì 12 o persino lunedì 16: tanta attesa è dovuta a quei voti inviati per posta che hanno riscontrato un problema con il timbro postale o la firma, e che quindi devono fornire una firma di conferma. 

Anche l’Alaska (3 “grandi elettori”), dove lo scrutinio non ha raggiunto neanche il 50%, potrebbe avere i risultati ufficiali non prima di martedì 10 novembre. A Biden, che è avanti con 253 punti contro i 213 di Donald Trump, basterebbe la Pennsylvania per vincere, oppure la Georgia. Secondo la testata Usa Today si sono verificati cortei di protesta da parte dei sostenitori di Trump per la terza notte consecutiva, ad Atlanta, Orlando e Phoenix. Facebook ha chiuso il gruppo “Stop the Steal” (“Basta rubare”), motivando la decisione con la necessità di “proteggere l’integrità del voto” da “preoccupanti chiamate alla violenza”.

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