Usa, Achapu (Africa Committee): “Tifo Biden, stop abusi sui migranti”

Tantissimi migranti- latinoamericani ma anche africani- confidano nella vittoria di Biden: “Ha promesso di garantire i documenti ad almeno 11mila persone”, spiega la fondatrice della African Public Affairs Committee

ROMA – Oltre 500 bambini immigrati potrebbero non riabbracciare mai più le loro famiglie. Numeri e storie sono contenuti in un documento del Dipartimento di giustizia americano che ammette l’insuccesso dei funzionari per l’immigrazione nel ritrovare le famiglie d’origine di 545 bambini, alcuni molto piccoli, separati dai loro genitori quando erano arrivati nel territorio degli Stati Uniti nel 2017, sulla base di una pratica proseguita anche l’anno successivo. La vicenda è emersa qualche giorno prima dell’Election Day e secondo alcuni analisti avrebbe potuto ostacolare un successo di Trump alle urne. Ma secondo Nneka Stefania Achapu, esperta di politiche pubbliche e fondatrice della African Public Affairs Committee, non è così: “Non credo che questa storia abbia fatto perdere a Trump troppi voti”.

L’esperta parla con l’agenzia Dire mentre negli Stati Uniti proseguono i conteggi per stabilire chi sarà il 46esimo presidente degli Stati Uniti: “La gente è molto presa dal Covid e dalla crisi economica, non pensa ai migranti“. Nata in Nigeria 34 anni fa e cresciuta in Italia, Achapu vive da dieci anni a Houston, in Texas, e lavora anche presso la Black Alliance for Just Immigration per fornire sostegno legale agli immigrati.

Stefania Achapu

“In questi quattro anni Trump ha fatto di tutto per ostacolare l’immigrazione” dice. “E non mi riferisco solo a quella irregolare, ma anzitutto a quella legale”. Secondo Achapu, in tanti prima delle riforme di Trump potevano sperare di ottenere lo status di rifugiato presentandosi alla frontiera e spiegando il problema per cui erano state costrette a lasciare il proprio Paese. Ora è più complesso e, sebbene le separazioni forzate siano state interrotte, sia adulti che bambini rischiano di attendere mesi che si decida del loro destino nei centri di detenzione. Rimpatri e respingimenti, allo stesso tempo, sarebbero aumentati.

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