Dai ristoranti al mondo della scuola, la protesta scuote il Paese

Non si fermano le proteste il giorno dopo l’approvazione del decreto Ristori, voluto dal governo per aiutare le attività commerciali fermate dal dpcm, che impone la chiusura totale o parziale. In 24 città la Fipe ha promosso la mobilitazione dei ristoratori, che portano in piazza la preoccupazione per il futuro e anche la rabbia di veder andare in fumo tutti quei lavori realizzati per rispettare le norme anticontagio: “Nei nostri locali – hanno sottolineato – non sono stati registrati focolai, e abbiamo fatto sacrifici straordinari per andare avanti. Sacrifici che nessuno ci riconosce”.

 Da Milano a Palermo, da Torino a Bari, Roma, Firenze e Bologna, la voce della protesta è unica: “Vogliamo lavorare”. Oltre ai ristoratori, in piazza ci sono anche i titolari di palestre e centri sportivi, i gestori delle piscine, i tassisti, il mondo della scuola, che contesta la didattica a distanza.

Gli studenti del liceo Volta di Milano hanno protestato davanti a Palazzo Lombardia, sed

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