La storia delle 30 attiviste barricate in casa col terrore dei talebani

AGI – Le notti “che non passano mai col terrore che qualcuno bussi e ti porti via per ucciderti o stuprarti”. Le giornate a digiuno “perché l’appetito non c’è più”, i messaggini tra loro per avvertirsi dei ‘movimenti’ dei talebani, le “foto di famiglia bruciate” per proteggere i loro cari. Su tutto  la sensazione di sentirsi “topi in trappola”.

Questo e altro raccontano da Kabul “nei loro audio strozzati da un nodo in gola” le trenta donne afghane “dai 25 ai 45 anni” att

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