AGI – Un treno piombato si ferma davanti al cancello di Dachau. Dentro, in mezzo a centinaia di ebrei, tre frati. Uno di loro sta già morendo. Nel buio del vagone, mentre il cielo fuori è sfigurato dal fumo dei forni crematori, senza un perché apparente i tre iniziano a cantare: il Cantico di Frate Sole. Il Sole che illumina il Creato, dà respiro cielo e fa svanire il fumo assassino generato dalla crudeltà degli uomini.
È l’episodio minore ma centrale di un libro che non è di narrativa, ma di riflessione: ambientale, politica, sociale e antropologica. Lo ha scritto Leonardo Boff, si intitola “Abitare la Terra”, esce in questi giorni ed è dedicato non all’antropologia di Papa Francesco, ma a quella che è la sua vera e propria cosmologia.

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Papa Francesco
Concetto quest’ultimo che fa tremare i polsi: normalmente ai papi si attribuisce sì una visione del mondo, ma parlare di cosmologia come fa, senza remore, Pierluigi Mele nell’introduzione vuol dire conferire a Bergoglio una grandezza che va ben oltre l’ordinario.
Di Leonardo Boff si sa più o meno tutto. In una frase: è il principale esponente di quella che vien