“A Modena nudi, ammanettati e picchiati”. La lettera di un detenuto alla ministra Cartabia  

AGI – «Molti detenuti, alcuni in palese stato di alterazione probabilmente dovuto all’assunzione di farmaci, furono violentemente caricati e colpiti al volto con manganellate anche coi `tondini in ferro pieno´ che si usano per effettuare la battitura nelle celle. Alcuni di questi a cui non fu dato nessun supporto medico morirono nel giro di pochi minuti».

È un passaggio di una lettera scritta da C.C., che si qualifica come uno dei reclusi nel carcere di Modena durante la rivolta dell’8 marzo 2020, alla ministra della Giustizia Marta Cartabia. Il detenuto riferisce anche di pestaggi durante il suo trasferimento insieme ad altre persone nel carcere di Ascoli Piceno e successivi alla morte di Salvatore Piscitelli, il 40enne detenuto noto per il suo talento di attore teatrale dal cui decesso è originata la prima delle indagini sulle otto persone morte in seguito alle proteste. In particolare, riferisce a Cartabia di “una spedizione punitiva cella a cella” effettuata da “una squadretta di una dec

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