“Sparai al G8 a Carlo Giuliani, da 20 anni vivo in una prigione infinita”

AGI – Né chi ha sparato, né chi manifestava contro il G8 con un estintore in mano a sei metri da lui, è mai stato in carcere. Né Mario Placanica, carabiniere ausiliario prosciolto dall’accusa di omicidio, né Carlo Giuliani, ragazzo rimasto ragazzo perché il 20 luglio del 2001 morì. Ma uno dei due dice di essere finito dentro lo stesso. In una prigione più solitaria e più scura. 

“Vivo buttato come una cosa abbandonata”

 “Io sono morto da quel giorno come Giuliani. Sono un uomo di 40 anni che vive buttato come una cosa abbandonata. Senza amici, li cerco su Facebook ma i loro nomi non li trovo più. Senza lavoro. Senza sbocchi”.

Raggiunto al telefono dall’AGI nella sua abitazione di Catanzaro, Placanica si scusa per la voce roca, che, quando parla della sua condizione attuale, si tramuta pianto: “Ho fumato tutta la notte perché non riuscivo a dormire. Sono gi

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