La pandemia non ferma le iscrizioni all’università, più donne tra le matricole

AGI – Scampato il rischio del crollo delle immatricolazioni. La temuta contrazione delle iscrizioni a causa della pandemia nell’anno accademico 2020-2021 non c’è stata. Al contrario, la crescita del 4,4% degli immatricolati consolida l’andamento positivo che si ripete ormai da sette anni.

È quanto emerge dall’analisi del Censis sul sistema universitario italiano, basata sulla valutazione degli atenei (statali e non statali, divisi in categorie omogenee per dimensioni) relativamente a: strutture disponibili, servizi erogati, borse di studio e altri interventi in favore degli studenti, livello di internazionalizzazione, comunicazione e servizi digitali, occupabilità. Il Censis spiega che l’aumento di iscrizioni, calcolato sulla popolazione diciannovenne, fa raggiungere un tasso di immatricolazione del 56,8%. 

Più donne che uomini tra le matricole

Nel 2020, a fronte di un tasso di immatricolazione maschile pari al 48,5%, quello femminile è stato del 65,7%. Per le femmine si è registrato un incremento annuo del 5,3% rispetto al +3,3% dei maschi immatricolati.

 Con il 77,7% di studentesse immatricolate, l’area disciplinare Artistica-Letteraria-Insegnamento è quella con il tasso di femminilizzazione più elevato.  All’opposto, nell’area Stem (Science, Technology, Engineering and Mathematics) l’universo femminile è rappresentato da una quota che, pur crescendo di anno in anno, resta ancora minoritaria (il 39,4%). 

I corsi preferiti dagli studenti 

I percorsi di studio dell’area Economica-giuridica-sociale sono quelli che attraggono la quota maggioritaria di immatricolati (il 34,0%), seguiti dai percorsi Stem (Science, Technology, Engineering and Mathem

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