Il ponte sull’America e Messina Denaro, decapitato il clan mafioso di Torretta

AGI – Un ponte solido con Cosa nostra americana. L’emissario giunto da New York, le missioni oltreoceano dei siciliani e le tensioni dopo l’omicidio di Franky Boy. E poi le estorsioni, gli appalti, le mani sull’economia e sulle elezioni. Il passaggio dei pizzini di Matteo Messina Denaro, con uno dei postini che usava l’auto del Comune.

Torretta, piccolo centro della provincia di Palermo, appena quattromila anime, si conferma roccaforte mafiosa e punto di collegamento tra Cosa nostra siciliana e l’organizzazione criminale della Grande Mela. Il blitz antimafia dei carabinieri del Comando provinciale di Palermo ha decapitato, nell’operazione denominata “Crystal Tower”, la strategica famiglia mafiosa, che rientra nel mandamento palermitano di Passo di Rigano.

Sono 11 i destinatari della misura di custodia cautelare (9 arrestati, uno ai domiciliari e un obbligo di dimora), disposte dal gip su richiesta della Dda di Palermo. Le indagini sono coordinate dal procuratore aggiunto Salvatore De Luca e i reati contestati, a vario titolo, sono associazione di tipo mafioso, detenzione di stupefacenti, favoreggiamento personale e tentata estorsione con l’aggravante del metodo mafioso.

GLI ‘SCAPPATI’ E GLI AMERICANI 

In passato Torretta si è distinta per il ruolo dei suoi esponenti quali garanti per il rientro in Italia dei cosiddetti ‘scappati’, rappresentati dalla fazione sconfitta e colpita dai corleonesi di Salvatore Riina, al termine della seconda guerra di mafia.

Il provvedimento riguarda, fra gli altri Raffaele Di Maggio, figlio dello storico esponente mafioso Giuseppe Di Maggio, detto ‘Piddu i Raffaele’ (deceduto nel g

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