AGI – Dura da un anno la latitanza di Graziano Mesina, 79 anni compiuti da fuggiasco il 4 aprile scorso. C’è chi lo dà in Tunisia o in Corsica, piste fin da subito battute dagli investigatori, anche se soprattutto nei primi mesi gli sforzi si sono concentrati su Orgosolo, il suo paese, e nel Nuorese, con un pressing continuo sui contatti che all’ex Primula rossa del banditismo sardo potrebbero aver dato appoggio e rifugio. Ora, secondo quanto apprende l’AGI, è probabile che ‘Grazianeddu’ sia ormai fuori dalla Sardegna, nella penisola o all’estero.
Al comando provinciale dei carabinieri di Nuoro hanno un’unica certezza: continuano a cercarlo – assicurano – con la stessa intensità del primo giorno e non si fermeranno finché Mesina non sarà trovato o – con minore probabilità – finché non si consegnerà. Nelle indagini sono coinvolte anche componenti specialistiche dei carabinieri.
Molte cose sono cambiate – compresi i vertici della questura e del comando provinciale dei carabinieri di Nuoro – da quando, la sera del 2 luglio 2020, l’ergastolano è sparito da Orgosolo (Nuoro), poco prima che i carabinieri gli notificassero la sentenza con cui la Cassazione aveva confermato la condanna a 30 anni di carcere per associazione per delinquere specializzata nel traffico internazionale di droga. In cella Mesina ha passato oltre 40 anni, prima di ottenere la grazia che gli è stata revocata dopo che è diventata definitiva la nuova condanna.
Perché è sempre più solo
Mesina,