Bergoglio, il Ddl Zan e una profezia troppo grande per l’Italia  

AGI  – Ma insomma, il Papa che ne dice di tutto questo ronzio di api che sciamano irrequiete attorno a quel favo di miele che è il disegno di legge targato Zan? Allo stesso Mario Draghi, che pure è intervenuto l’altro giorno in Parlamento a dire l’ovvio e lo scontato, e pertanto l’importantissimo, adesso qualcuno si sente di domandare cosa pensi nel merito della questione.

Figuriamoci Bergoglio: campione della Chiesa in uscita, del dialogo con il mondo laico, ma anche l’uomo che si oppose ai tempi dell’episcopato a Buenos Aires alle unioni omosessuali. Dica quel che pensa, e non se ne parli più.

Invece lui tace. Non del tutto, ma tace. Non del tutto perché, a voler essere molto fiscali, l’altro giorno in udienza generale ha lasciato trasparire un non so che di insofferenza. Non verso una delle parti impegnate nel confronto sull’omostransfobia, ma verso chi parla a vanvera. Nelle sue stesse parole, molto più diplomatiche: coloro che approfittano dei social per essere, per lo meno, molto imprecisi.

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Papa Francesco

Ecco cosa ha detto: “Non mancano predicatori che, soprattutto attraverso i nuovi mezzi di comunicazione, possono turbare le comunità. Si presentano non anzitutto per annunciare il Vangelo di Dio che ama l’uomo in Gesù Crocifisso e Risorto

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