Così cambierà la sanità del Lazio dopo la pandemia 

AGI – Il Covid ha stravolto i modelli sanitari che la Regione Lazio era riuscita a far decollare dopo i sacrifici imposti dal piano di rientro. E il timore più grande era che il sistema – da poco tornato su buoni livelli di prestazione – potesse cadere di nuovo. Dopo oltre dieci anni la sanità nel Lazio era uscita dalla fase di commissariamento e la pandemia è arrivata come uno tsunami. Ora però l’imperativo è guardare avanti e farlo avendo imparato la lezione impartita dal Covid.

Per questo il nuovo il sistema sanitario regionale sarà ridisegnato ripartendo dal territorio. Ma non solo. “L’impatto invece è stato assorbito bene e qui sta la cifra dell’ottimo lavoro svolto da tutti i livelli gestionali della nostra sanità, dall’assessorato regionale fino al lavoro quotidiano del nostro personale sanitario”, dichiara all’AGI Rodolfo Lena, neo presidente della commissione Sanità della Regione Lazio.

“Oggi sappiamo che c’è qualche struttura che sta facendo fatica, alcuni territori che rischiano qualche limitazione anche per la necessità di trasformare alcuni ospedali in centri Covid, ma sono episodi in via di superamento. Adesso la nostra attenzione è dedicata alla fase della ripartenza, alla sfida di avvicinare ogni cittadino ai servizi sanitari pubblici”.   

Una commissione per analizzare i problemi derivanti dalla pandemia 

“La pandemia è stato un evento epocale, inatteso e imprevedibile. E’ evidente che proprio per questo ha avuto un impatto tremendo sulla società, innanzitutto per la perdita di vite umane e poi per tutte le conseguenze sanitarie, economiche, sociali e direi antropologiche che ne sono derivate”, spiega Paolo Ciani, vicepresidente della commissione Sanità alla Regione Lazio e neo presidente della commissione speciale sull’emergenza Covid, nata per “cogliere l’eccezionalità della situazione per approfondirne le conseguenze e prepararsi meglio al futuro”. 

Nello specifico, precisa Ciani, “la nuova commissione, come si legge nella norma istitutiva, avrà compiti ‘di analisi e studio delle esigenze e problematiche sanitarie, sociali, economiche, occupazionali, connesse all’epidemia Covid-19 e delle possibili soluzioni da proporre per contrastare l’emergenza causata dall’epidemia’”. Non si tratta, continua Ciani, “di giudicare l’

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