Il rito dell’avvocato milanese per ringraziare chi l’ha rimesso in piedi dopo il Covid 

AGI – Un caffé al bar del Policlinico, uno alle macchinette della Fondazione Maugeri. Una tazzina dove l’hanno intubato e poi risvegliato, l’altra dove l’hanno rimesso, robusto quanto bastava, sulle strade del mondo. Quattro mesi di cure in tutto per un Covid violento.

Ora quello del caffé con medici, infermieri e fisioterapisti è per Andrea Del Corno, avvocato popolare nel Tribunale di Milano anche per il suo impegno negli organismi di rappresentanza, un rito da esercitare a giorni alterni, a cui non riesce più a rinunciare. Una ‘deviazione’ spensierata in Vespa dagli impegni di lavoro e da una vita che è rifiorita. Vuole raccontare all’AGI cosa c’è dietro quel caffé “perché non si parla abbastanza di quello che succede ‘dopo’ la malattia, dei volti e dei sorrisi di chi ti sradica dagli abissi del virus”.

“Il primo stupore per la luce del giorno”

La sua storia inizia come tante ascoltate in quest’ultimo anno: “All’improvviso, ai primi di novembre 2020, il Covid mi ha staccato la spina, sono stato intubato nella terapia intensiva del Policlinico e travolto da un’onda che ha sommerso me e la mia famiglia. L’ultimo pensie

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