
AGI – Nella vicenda di Saman Abbas, la ragazza pakistana scomparsa da Novellara e che gli inquirenti ritengono sia stata uccisa dopo essersi opposta a un matrimonio combinato nel suo Paese, “l’Islam non c’entra”, ed è “evidente che ci sono state delle falle nel protocollo d’intervento e su queste dobbiamo intervenire subito”. Lo dice Yassine Lafram, originario di Casablanca, alla guida dell’Ucoii, l’Unione delle comunità islamiche d’Italia, in un’intervista all’AGI.
“Credo che questa tragica vicenda – aggiunge – debba farci riflettere sulla complessità degli strati che la compongono. La continua ricerca di colpevoli sul piano sociale su cui scaricare le colpe non aiuta ad evitare nuovi casi simili. Ragioniamo in primis su chi aveva il dovere di monitorare e salvaguardare Saman, soprattutto dopo le denunce. Poi c’è una responsabilità più ampia spartita sulla nostra società e qui ognuno ha il dovere di riflettere su come meglio aumentare la propria azione affinché non ci siano più altre Saman”.
In attesa di stabilire con certezza cosa sia successo a Saman, la comunità islamica in Italia ha immediatamente reagito con sdegno alle atroci notizie