AGI – Otto su dieci cominciano a star male prima dei trent’anni, con dolore e rigidità al fondo schiena che non passano e vengono scambiati per una semplice lombalgia, curata per mesi o anni soltanto con antinfiammatori non steroidei, antalgici, e/o terapie fisiche: per arrivare alla diagnosi di spondiloartrite assiale, malattia infiammatoria cronica articolare che in Italia colpisce oltre 200.000 pazienti, servono in media 7 anni dall’inizio dei sintomi.
Anni in cui la schiena diventa sempre meno flessibile, dalla colonna cervicale fino a quella lombo-sacrale, mentre anche altre articolazioni come anca, spalla, mani e piedi possono essere interessate dalla infiammazione, e quindi diventare dolenti con perdita progressiva della mobilità e compromissione della qualità di vita.
Per i pazienti è però in arrivo una nuova arma terapeutica, ixekizumab, un antagonista della IL-17A sviluppato da Lilly, che è in grado di fermare la progressione radiologica della malattia (sviluppo di sindesmofiti, cioè p