AGI – Il primo giorno la stretta su interessi economici, ricchezze private, investimenti e persino la fedina penale. Il secondo l’attribuzione al tribunale ordinario della giurisdizione in materia delle cause penali ai porporati. Se la riforma della Curia – quella programmata e generale – ancora non è stata pubblicata, Bergoglio comunque procede pezzo a pezzo a tracciare la nuova mappa dei poteri istituzionali all’interno della complessa macchina dell’amministrazione della Santa Sede. Una fatica che lo sta impegnando da anni e gli ha riservato anche qualche delusione.
Ma quello che conta, pare di poter dire, è cambiare la stessa cultura del potere e della sua distribuzione all’interno delle Sacre Mura, e su questo si procede a colpi di motu proprio. Come quello di ieri, come quello di oggi. Ieri è stato affrontato – in sostanza – il tema della corruzione e delle tentazioni del denaro. Oggi si è andati a incidere su tutta l’enorme gamma di reati a carattere penale. Vescovi e cardinali andranno a presentarsi non più alla Cassazione, ma alla normale istanza di primo grado. Non è una differenza da poco.
Attenti ai regali
Primo passaggio: ripulire le strutture da possibilità di equi