AGI – La guerra civile ha un motore green e di alimenta di uno dei legni più pregiati al mondo, il teak. Il legno pregiato delle piantagioni e delle foreste del Sud Sudan, dove opera Christian Carlassare, il vescovo italiano ferito da un gruppo di guerriglieri dinka, è razziato illegalmente in grandi quantità e costituisce una delle maggiori fonti di finanziamento dei gruppi armati che si sono combattuti durante la guerra civile – terminata ufficialmente con un accordo firmato nell’agosto del 2018 – e che ancora oggi si combattono in diverse zone del paese.
Al saccheggi, scrive il sito Nigrizia, ha partecipato e partecipa anche l’esercito nazionale. Particolarmente instabile e insicura è la regione dell’Equatoria, proprio quella dove si trovano le vastissime aree forestali e le imponenti piantagioni di teak, essenza di origine asiatica – introdotta nel paese dagli inglesi in epoca coloniale – che in Sud Sudan ha prosperato.
Ѐ un patrimonio di cui il paese è quotidianamente spogliato a beneficio di pochissimi sud sudanesi che lo investono molto spesso in armi. Ricavano comunque dal traffico ben poco rispetto all’enorme giro d’affari complessivo di cui si avvantaggiano soprattutto commercianti internazionali.
“Foreste per ladri”
La raccolta illegale del legname è talmente diffusa in Sud Sudan che The Elephant – una piattaforma digitale africana che pubblica approfondite analisi su questioni che riguardano il continente – titola un articolo sull’argomento: Foreste per la