Arriva l’app per i pazienti con psoriasi, artrite e obesità

ROMA – Un progetto che mira all’educazione e al raggiungimento di uno stato di salute ottimale dedicato alla presa in carico di pazienti affetti da psoriasi, artrite reumatoide ed obesità. Si chiama MDM (Medicine, Diet and Movement) una piattaforma medica che ha sviluppato anche un’ app. L’agenzia di stampa Dire ne ha parlato con la reumatologa Rosita Laurenti, una delle due consulenti del progetto.

-Ci può spiegare cos’è la psoriasi e perché spesso è abbinata ad obesità? E se c’è un’ incidenza particolare nel sesso femminile?

“La psoriasi è una malattia infiammatoria ad andamento cronico recidivante che si manifesta con la comparsa di lesioni cutanee di tipo eritematoso o a volte con delle placche rilevate. A volte interessa la cute, il cuoio capelluto e anche le unghie. Molti pazienti pazienti affetti da psoriasi sviluppano l’artrite psoriasica che è una malattia infiammatoria delle articolazioni che può colpire sia le quelle periferiche come ginocchia, polsi e caviglie che la colonna vertebrale. Si tratta di patologie che hanno un forte impatto sulla qualità della vita sia da un punto di vista estetico sia per la disabilità articolare, legata all’artrite ed hanno una forte associazione con l’obesità. In particolare con l’aumento della circonferenza vita e con l’obesità viscerale. Tutto questo è determinante nello sviluppo della sindrome metabolica, dell’insulino- resistenza, dell’ipertensione, del diabete e della dislepidemia, nonché la stessa obesità conferisce un profilo di rischio cardiovascolare molto aumentato. Anche l’artrite reumatoide, malattia infiammatoria autoimmune, caratterizzata da una infiammazione cronica delle articolazioni, porta ad una disabilità articolare. Da questa condizione nasce l’esigenza di trattare questi pazienti in maniera più complessa e multidisciplinare rispetto a quanto si fa di solito. La psoriasi ha uguale incidenza tra uomini e donne mentre l’artrite reumatoide è molto più rappresentata nel sesso femminile con una incidenza quasi tre volte superiore rispetto all’uomo”.

– Da dove nasce l’idea di questo progetto?

“Questa esigenza nasce da una esperienza decennale con questi pazienti. L’idea è mia e della collega Emanuela Gubbinelli, dermatologa, perché abbiamo constatato che solo una visita specialistica non basta e lascia irrisolti i problemi di questi pazienti. Sicuramente abbiamo a disposizione i farmaci biotecnologici ultramoderni che sono in grado di ridurre la remissione della patologia anche in poche settimane,

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