Il microbiologo spiega anche la differenza tra i vaccini a Rna messaggero (Pfizer e Moderna) e a vettore virale (Astrazeneca e Johnson & Johnson), indicando quali sono i più indicati contro le varianti
ROMA – Covid e varianti. Da un mese in Brasile si contano migliaia di morti al giorno e il 52% dei pazienti ha meno di 40 anni. Nel frattempo gli anziani sono stati vaccinati e si sta procedendo con gli over70, quindi i più esposti restano i giovani. Sono emersi dubbi anche sull’efficacia del vaccino cinese Coronavac, usato dall’80% delle persone che hanno ricevuto almeno una dose, che darebbe una protezione del 50%. Il sospetto di molti esperti è che se nel 2020 erano i giovani a portare il virus a casa, oggi sono gli anziani vaccinati che sviluppano il virus in forma asintomatica ad essere vettori del Sars-Cov-2 verso i figli e i nipoti. In Brasile risultano “35 milioni le persone vaccinate- afferma il virologo Andrea Crisanti, intervenuto ad Unomattina- ma allo stesso tempo sono state disapplicate e contrastate le misure di contenimento, tanto che in questo momento circolano circa 92 varianti del virus. Non conosciamo di tutte la potenzialità in termini di trasmissione e la capacità di evadere la risposta immune indotta dal vaccino”.
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Una situazione che dimostra ancora una volta, secondo il direttore di Microbiologia e Virologia dell’A. O. Università di Padova, che “la probabilità che una variante emerga è direttamente proporzionale al livello di trasmissione. Se a questo dato sovrapponiamo la vaccinazione- aggiunge- si crea la situazione in cui si selezionano le varianti resistenti al vaccino. Non si vaccina con alti livelli di trasmissione, questo è l’Abc della genetica. Più c’è moltiplicazione virale- spiega il docente- più crescono le probabilità che aumentino varianti e che possa emergere una variante resistente al vaccino“. In sostanza “non si vaccina in presenza di varianti, perché sarebbe come trattare una persona affetta da un’infezione batterica con un basso livello di antibiotici o addirittura con antibiotici sbagliati. Così si selezionano le varianti resistenti, è inevitabile”, puntualizza Crisanti.
Spostando il focus poi sull’età evolutiva,