Porto di Gioia Tauro, Morelli: “Primo scalo per arrivi da Cina e India”

REGGIO CALABRIA – “Il gateway ferroviario del porto di Gioia Tauro è il tema sul quale mi sento di poter parlare serenamente. In una interrogazione parlamentare è stato sollecitato il governo ad un impegno ed attenzione per questa opera”. Così il viceministro alle Infrastrutture e mobilità Alessandro Morelli, in visita oggi al porto di Gioia Tauro che ha aggiunto: “Se si vuole fare un ragionamento serio su questo porto e se si vuole fare sviluppare, non solo per il bene di questo territorio, ma per metterlo a disposizione dell’Italia e dell’Europa, il collegamento ferroviario è fondamentale”.

“A me piace guardare in prospettiva -spiega Morelli. Questo oggi è il primo porto di arrivo dall’Est, quindi dalla Cina e dall’India, entrando nel Mediterraneo da Suez. Un domani sarà anche a disposizione del continente africano e la zona sub sahariana, quando tra pochi decenni, e noi l’auspichiamo, riusciranno crescere ulteriormente dal punto di vista economico. Gioia Tauro sarà, per l’Europa, il primo polo logistico a disposizione dell’Africa”.

SPIRLÌ: “GIOIA TAURO È GIÀ NEL RECOVERY FUND”

“Il Porto di Gioia Tauro è già nel Recovery fund. È una notizia che il ministro Giovannini mi ha dato di persona nei giorni scorsi, quando sono stato a Roma per parlare di uno scalo che ritengo l’opera madre di tutte le altre infrastrutture calabresi”. Così il presidente della Regione Calabria Nino Spirlì nel corso della visita oggi al Porto di Gioia Tauro del viceministro alle Infrastrutture e Mobilità sostenibilità Alessandro Morelli. Il presidente e il viceministro hanno partecipato a una riunione operativa sulle ipotesi di interventi infrastrutturali per il porto, alla presenza del commissario straordinario dell’Autorità portuale di Gioia Tauro, Andrea Agostinelli, dell’assessora regionale alle Infrastrutture Domenica Catalfamo, e dei terminalisti. “Questo – ha aggiunto Spirlì – è il primo porto che le navi incontrano quando entrano in Europa dal Canale di Suez. È il porto d’Europa e l’Europa non può non dare l’ultimo aiuto, quello più importante, per completare una infrastruttura che fornisce grandi numeri al nostro continente.

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