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Africa, Grandi (Unhcr): “Non bastano risposte militari, investire su istruzione e contrasto alla povertà”

ROMA – “Il Mozambico, come il Sahel, sono regioni che ci preoccupano. Osserviamo dinamiche simili: governi relativamente fragili, a cui si aggiunge una situazione pregressa e quasi strutturale di sottosviluppo. Per questo non basta una risposta improntata sulla sicurezza e il controllo militare: se non si fanno investimenti su istruzione, sviluppo e contrasto alla povertà il problema dell’insicurezza si ripresenterà”.

Lo ha detto oggi Filippo Grandi, Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati, durante una conferenza stampa a Roma, in merito alle violenze dei gruppi armati nella regione di Cabo Delgado in Mozambico e nei Paesi del Sahel. Grandi ha invocato anche “un’azione concertata della comunità internazionale”, soprattutto “dell’Ue, che ha un’attenzione particolare verso l’Africa”.

“LUNEDÌ IN MISSIONE PER SICUREZZA EST”

“Lunedì sarò in Repubblica democratica del Congo, dove conto di affrontare il tema dell’instabilità nell’est del Paese anche con i Paesi vicini interessati, come Ruanda e Burundi”, ha proseguito Filippo Grandi, Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr).

Nell’est del Congo, ha ricordato Grandi, “ha tragicamente perso la vita l’ambasciatore Luca Attanasio, un dramma che è stato la spia per far capire quanto fragile resti la situazione in quella zona martoriata”. L’Alto commissario ha continuato: “La capacità di controllo delle autorità di Kinshasa è molto fragile, anche per la grande distanza che le separa. Da diverse parti però mi arrivano segnali di un rinnovato interesse ad affrontare le cause di questa instabilità”. Grandi ha citato “la presenza dei gruppi armati, che si nascondono a volte anche tra le comunità di rifugiati, che hanno bisogno di assistenza umanitaria”. Temi, questi, che saranno appunto al centro della sua prossima visita in Africa.

“BASTA ABUSI ROTTA BALCANI, UE MONITORI”

“Siamo molto preoccupati dei respingimenti lungo la rotta balcanica da parte di Paesi come Grecia, Cipro o Croazia. Sono inaccettabili e hanno visto violenze fisiche brutali. Ho sollevato la questione con tutti i Paesi interessati e con la Commissione europea. Il nuovo Patto per le migrazioni ancora in discussione deve prevedere un sistema di monitoraggio,

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