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Afghanistan, Lo Presti: a Kabul ora la gente ha paura

“La tensione è altissima, ci dovremmo preparare alla guerra civile” ha detto Lo Presti, presidente di Fondazione Pangea

ROMA – “La tensione è altissima; il governo afghano aveva avvertito che in caso di ritiro americano ci si sarebbe dovuti preparare alla guerra civile; la gente ha paura”: a parlare con l’agenzia Dire è Luca Lo Presti, presidente di Fondazione Pangea, una onlus italiana impegnata a Kabul in progetti per donne e bambini, con un focus sul microcredito.

Il cooperante risponde dall’Italia, dopo aver ricevuto come ogni giorno le telefonate degli operatori in Afghanistan. “Mi dicono che c’è tanta paura e mi chiedono anche cosa farà Pangea” sottolinea. “Rispondo che non lasceremo Kabul e che facciamo anzi appello a tutti affinché sostengano i nostri progetti: aiutiamo 60.000 donne e bambini, nelle scuole, negli ospedali, con il microcredito e il sostegno all’apertura di imprese”.

La tesi è che “in una situazione di crisi e incertezza”, all’indomani dell’annuncio del ritiro delle forze americane e della Nato entro l’11 settembre, siano più che mai necessari equilibrio e determinazione. “A giugno sarò a Kabul per ricalibrare i nostri progetti, che riteniamo fondamentali per la popolazione” dice Lo Presti. Il ritiro delle truppe degli Stati Uniti e della Nato, anche italiane, al via a maggio, non sarebbe affatto d’aiuto. Secondo il presidente di Pangea, “i talebani non hanno intenzione di partecipare alle trattative di pace”, mentre “gli americani non hanno mantenuto nessuna delle loro promesse” perché “non sono state asfaltate strade né costruite scuole né ospedali”. La tesi, allora, è che l’intervento militare cominciato dopo gli attentati delle Torri gemelle dell’11 settembre 2001 si sia tradotto in “una sconfitta clamorosa della democrazia”. Ad arricchirsi sarebbero stati i “signori della guerra”, mentre “morte e ingiustizie” avrebbero “spianato la strada al ritorno delle truppe talebane”.

Difficile, a oltre un anno dall’accordo del febbraio 2020 tra i guerriglieri e gli Stati Uniti, prevedere cosa accadrà. Il governo della Turchia ha annunciato che ospiterà negoziati di pace ai quali,

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