ROMA – I parenti e familiari degli oltre 350mila ospiti ricoverati nelle 7.372 strutture residenziali socio assistenziali (RSA) italiane (fonte: Ministero della Salute (2019) Annuario Statistico del Servizio Sanitario Nazionale, anno 2017) alzano la voce e chiedono al Governo una data certa per la ripresa, in presenza e nel pieno rispetto dei protocolli sanitari, delle visite all’interno delle strutture residenziali e semiresidenziali che si occupano di assistenza agli anziani e ai disabili fisici e psichici.
“Da ormai più di un anno, causa Covid, familiari e amici non possono sfiorare, guardare negli occhi o stringere una mano ai propri cari ricoverati all’interno delle RSA – denuncia Dario Francolino, presidente del neo costituito comitato ORSAN – Open RSA Now . Al massimo lo possono fare solo attraverso le ‘sale degli abbracci’, quando esistono, o delle fredde videochiamate. Occorre fare di tutto, visto anche l’arrivo della bella stagione con la possibilità di incontrarsi all’aperto, per riportare i nostri anziani e le loro famiglie alla normalità di relazione, fatta dell’odore che emana un corpo conosciuto, di voci che arrivano chiare, di incroci di sguardi limpidi. Cose che solo le visite in presenza permettono, non certo il vetro e nemmeno il nylon, surrogati artificiali e ora anche inutili visto che, al 10 aprile, il 91% degli ospiti delle RSA italiane hanno ricevuto almeno una dose del vaccino anti-Covid 19 e i rischi di contagio si sono notevolmente ridotti. Il nostro slogan è: dalle poche stanze degli abbracci ai tanti abbracci nelle stanze. Perché un abbraccio allunga la vita. Serve indicare subito una data certa per la ripartenza delle visite in presenza dei familiari nelle RSA”.
Gli incontri tra gli ospiti delle RSA e i loro famigliari sono infatti parte integrante della terapia, come descritto nelle indicazioni generali del documento “Disposizioni per l’accesso dei visitatori a strutture residenziali socio assistenziali, sociosanitarie e hospice e indicazioni per i nuovi ingressi nell’evenienza di assistiti positivi nella struttura”, elaborato dalle Direzioni Generali Programmazione Sanitaria e Prevenzione del Ministero della Salute il 30 novembre 2020: “Poiché l’isolamento sociale e la solitudine rappresentano motivo di sofferenza e importanti fattori di rischio nella popolazione anziana per la sopravvivenza,