“La priorità è rallentare il flusso di pazienti in ospedale che può permetterci di allentare le misure restrittive”, spiega il presidente della fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta
ROMA – “Da una decina di giorni si intravede l’appiattimento e l’inizio della discesa della curva dei ricoveri e delle terapie intensiva, ma i numeri sono ancora alti e la discesa sarà molto lenta. In questo momento la copertura vaccinale degli over 80 è a buon punto, ma non quella degli ultrasettantenni, che è la fascia che rispetto alle ospedalizzazioni paga il prezzo più elevato, mentre quella degli over 80 la paga rispetto ai decessi. Questa attenzione serve a ridurre l’impatto sugli ospedali, sul virus abbiamo un’enorme quantità di popolazione che difficilmente potrà essere vaccinata entro l’estate, quindi dovremo continuare a tenere le mascherine. La priorità è rallentare il flusso di pazienti in ospedale che può permetterci di allentare le misure restrittive”. Così Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, è intervenuto ai microfoni della trasmissione ‘L’Italia s’è desta’, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus. Sulla campagna vaccinale.
OBIETTIVO 500 MILA VACCINI AL GIORNO ANCORA LONTANO
“Facendo il bilancio del primo trimestre 2021, le consegne di fatto sono state chiuse ufficialmente domenica 4 aprile e abbiamo avuto il 90% dei vaccini previsti nell’ultima versione del piano vaccinale, che erano 15,7 milioni e ne sono arrivati 14. La prima versione del piano ne prevedeva 28,3 milioni. L’altro problema che è emerso dalla nostra analisi è che, siccome la scadenza è fissata al livello del trimestre e non del mese, quasi un terzo delle dosi è stato consegnato nelle ultime due settimane, speriamo ci sia una omogeneizzazione della consegna. Il terzo collo di bottiglia è quello delle somministrazioni che vanno un po’ in ordine sparso a seconda delle Regioni, però si prevedevano 300mila entro il 23 marzo, solo la scorsa settimana abbiamo raggiunto 300mila e solo in alcuni giorni, c’è sempre un crollo la domenica e servirebbe altro personale. Riguardo alle 500mila somministrazioni al giorno entro il 15 aprile,