Stagione estiva ‘imbrigliata’, i bagnini romagnoli: “Almeno si parta dai bagni solari”

RIMINI – Armati di pale e badili, i bagnini romagnoli dopo Pasqua sono tornati al lavoro nelle loro spiagge, per prepararle alla partenza della stagione. Anche di fronte all’incognita sulla data dell’apertura degli stabilimenti, vogliono farsi trovare pronti. La speranza è partire con l’elioterapia, ovvero la possibilità di stare in spiaggia per la tintarella, molto prima del 29 maggio, giorno fissato dalla Regione Emilia-Romagna per l’inizio della stagione balneare. Da Cattolica a Cervia-Milano marittima, tra i “capanni” non è raro veder spuntare anche qualche ruspa e scavatori per livellare il lido, prima di fissare i ‘paletti’ degli ombrelloni. Rispetto a un anno fa, ora le “regole” per consentire il distanziamento tra gli ospiti ci sono – e sono le stesse dell’estate scorsa – i bagnini sanno già come predisporre gli stabilimenti. A preoccupare sono piuttosto il ‘balletto dei colori’ delle Regioni che determinerà quando si potrà aprire e il pienone di luglio e agosto nella seconda stagione turistica dell’era Covid, più compressa nei tempi e negli spazi (e nei ricavi) per non lasciare senza ombrellone nessuno.

Cattolica è l’ultima spiaggia romagnola, al confine con le Marche e qui Roberto Baldassarri, presidente della Coop bagnini, attende le disposizioni del Governo: “In questo periodo potremmo già lavorare, come prima dell’era Covid- spiega- invece non possiamo aprire ai clienti”. Quest’anno per i bagnini è difficile indicare una data di apertura, “dipende se si potrà partire già in zona arancione o solo in zona gialla”, chiosa. La Regione ha fissato l’inizio della stagione balneare il 29 maggio, “noi- prosegue Baldassarri- pensiamo di poter aprire gli stabilimenti almeno a metà maggio, speriamo che in questo ci aiutino anche le vaccinazioni e i contagi calino”. Dai ‘bagnanti’ affezionati o nuovi le chiamate sono continue: “C’è tanta voglia di venire al mare- prosegue- tutti i giorni arrivano prenotazioni, anche se si resta in sospeso, la telefonata si chiude sempre con un rassegnato ‘veniamo se ci lasciano venire’”.

L’apertura tra Regioni per il turismo è fondamentale, sottolinea, e magari si spera in qualche ritorno dall’estero,

 » Continua a leggere su DIRE.IT…