ROMA – La prima volta da allenatore nello sci club ‘Bormio’ nel 1990, poi tra il ’92 e il ’95 la guida del comitato regionale lombardo, fino a sbarcare da ‘quadro tecnico’ nella Federazione di sci alpino che nel 2014 lo ha investito del ruolo di Direttore sportivo, istituito per la prima volta nella storia della FISI. Massimo Rinaldi, uno dei volti dell’eccellenza della Federazione dello Sci Alpino, ha raccontato le fasi salienti della sua carriera, in un’intervista realizzata dal giovane Simone Spiller, dell’istituto ‘Piazzi Lena Perpenti’ di Sondrio e disponibile su ‘La scuola fa notizia‘. Uno dei compiti principali svolti da Rinaldi all’interno della FISI è la gestione del budget della federazione, nello specifico i fondi da destinare alle squadre nazionali di sci alpino maschili e femminili in vista di coppa del mondo ed Olimpiadi, prima delle decisioni finali del CONI.
“Far quadrare i conti è sempre difficile, soprattutto perché lo sci è uno sport outdoor dove ci sono molte varianti e variabili. Lo sci ha bisogno innanzitutto della neve, del bel tempo meglio, ma se il programma cambia per brutto tempo o per condizioni particolari devi rivedere tutti i programmi in accordo con gli allenatori, con i direttori tecnici e quindi alla fine, come si dice in gergo, ‘tirare una linea e far quadrare i conti’, spiega. Un’altra funzione di notevole importanza è l’organizzazione delle trasferte, dalla prenotazione dei voli, agli alberghi, fino ai minimi dettagli connessi alle piste di allenamento: “È un lavoro molto particolare– afferma Rinaldi- perché, se svolto bene e curato nei particolari, determina il successo di tutta la trasferta. Chiaro- continua- che si passa dalla semplice prenotazione dell’albergo, magari a Livigno, per un allenamento, all’organizzazione di trasferte più complesse come ad esempio quella per le olimpiadi del prossimo anno che si disputeranno in Cina dove il CONI chiede con due anni di anticipo notizie di logistica”.
La capacità organizzativa è, tra le altre cose, quella ad essere stata messa più duramente alla prova durante la pandemia: basti pensare alla riduzione drastica dei viaggi,