Preside IC Viale Legnano: “Noi come ‘sarti’ inclusivi con micro-gruppi anche alle medie”

MILANO – “I nostri consigli di classe, riuniti in seduta straordinaria, hanno valutato caso per caso se e dove attivare i micro-gruppi di studenti che a rotazione sarebbero venuti a scuola in supporto agli alunni fragili. Così, peraltro, la norma dice di fare. Laddove il bisogno è stato rilevato, fermo restando la volontà del genitore, il micro-gruppo è stato attivato anche alla scuola secondaria di primo grado. In caso contrario, è prevalsa la tutela della salute pubblica. Facendo un lavoro direi sartoriale abbiamo cercato di garantire l’inclusione“. Così Monica Fugaro, dirigente scolastica dell’istituto comprensivo ‘Viale Legnano’ di Parabiago, sentita dalla Dire, interviene nel dibattito sollevato dal sindaco Raffaele Cucchi su quei ‘suoi’ insegnanti delle medie che, stando a quanto si legge in un comunicato dell’amministrazione comunale, non avrebbero “ritenuto essenziale relazionarsi in presenza con studenti con fragilità, sottovalutando l’importanza di una progettualità diversa per questi ragazzi”. Amministrazione con la quale, ci tiene a chiarire Fugaro, “noi ci interfacciamo continuamente e collaboriamo benissimo”.

I fatti. A partire dal 22 marzo l’istituto comprensivo ha attivato i cosiddetti micro-gruppi per studenti fragili nelle scuole dell’infanzia e della primaria. Iniziativa pubblicamente elogiata dal sindaco di Parabiago Raffaele Cucchi che, come riporta la nota sopracitata, ha detto: “Sono molto contento che la dirigente scolastica Monica Fugaro si sia attivata per promuovere i micro-gruppi a sostegno di una più mirata didattica a favore delle fragilità dei ragazzi. Credo sia uno sforzo da elogiare che cerca di trovare soluzioni inclusive e rispettose sia della salute pubblica che del successo formativo degli studenti più vulnerabili, soprattutto da un punto di vista della socializzazione”.

La norma di cui la preside ha parlato con la Dire è l’articolo 43 del Dpcm del 2 marzo, integrata poi dalla nota 662 del ministero dell’Istruzione che inquadra la condizione di Bes (Bisogni educativi speciali comprensivi anche delle disabilità) come requisito non sufficiente di per sé a garantire la didattica in presenza.

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