Gli eroi classici nel mirino della scrittrice Michela Murgia. Ma il dramma del contemporaneo non sta negli eroi antichi, ma nell’assenza di persone capaci di esserlo. Maschi, femmine, trans, quel che sia
Copyright foto di copertina: Egisto Sani/Flickr
ROMA – Questa volta sono gli eroi classici a finire nel mirino di Michela Murgia, scrittrice e sacerdotessa del femminismo, il suo s’intenda bene, che dalla neolingua del suo laboratorio vorrebbe ora anche fare tabula rasa dell’epopea classica per il bene dei diritti femminili. È un tema portante del suo libro ‘Noi siamo tempesta’, riproposto da Salani e ahimè dedicato proprio ai giovani. Il catenaccio, come riportano diverse testate che ne hanno parlato, è eloquente: “Storie senza eroe che hanno cambiato il mondo”.
Potremmo imbarcarci in una diatriba filosofica tra comunità e singolo, tra eccellenza dell’’uno che vale diecimila’ alla Eraclito e la ‘Repubblica’ platonica che salva il mondo, certo sempre grazie ai filosofi re, e resteremmo divisi da insanabili legittime ragioni, ma torniamo agli eroi e alla classicità. Achille che ama e che combatte, Odisseo che viaggia per terre e mari per ritrovare il suo posto nel mondo, Ettore sconfitto che preserva dignità, Fidia creatore sapiente, Elena e il tema del destino, Penelope e il ritorno, Clitemnestra sensuale e di feroce intelligenza, Andromaca che ama allo sfinimento.
Categorie antropologiche, morali, filosofiche: questo erano eroi ed eroine classiche. È il patrimonio che ci ha cresciuti, che ha dato vita a opere sublimi un tantinello in più dei libri certamente in voga della Murgia. Stanno nelle nostre cellule, non importa se maschi o femmine perché le loro virtù sono umane, sono ‘persona’ e sono ‘divine’ insieme e non seguono le sorti genitali. La testimonianza di sacrificio e di coraggio degli eroi antichi non era declinata al loro essere maschili, ma al loro essere semidei, appunto eroi. Li ha studiati bene al liceo, viene da chiedersi?
Questa antitesi con il collettivo che dovrebbe trionfare è un altro capitombolo,