Questura di Bologna sotto accusa: “Lungaggini e violazioni per permessi di soggiorno”

BOLOGNA – Lungaggini infinite, violazione delle norme e avvocati ‘tenuti fuori dalla porta’ illegittimamente. Queste sono solo le più gravi tra le lamentele che si sono ascoltate oggi, durante una seduta di commissione in Comune a Bologna, nei confronti dell’Ufficio Immigrazione della Questura.

L’udienza conoscitiva di oggi, a cui la Questura ha deciso di non partecipare, verteva in particolare sui problemi legati alle pratiche di rilascio e rinnovo dei permessi di soggiorno. A fare il punto per prime sulla situazione sono state due legali, Nazzarena Zorzella dell’Asgi (Associazione studi giuridici sull’immigrazione) e la presidente dell’Ordine degli avvocati di Bologna, Elisabetta D’Errico. La prima spiega che i cittadini stranieri “hanno il dovere di presentare la richiesta di rilascio di un nuovo permesso di soggiorno, ma anche il diritto ad avere una ricevuta”, mentre “nella realtà succede che, oltre ad avere tempi lunghissimi, anche di un anno e mezzo o due anni”, la procedura presenta un ulteriore problema, vale a dire che “quando si prende l’appuntamento online, che di solito viene fissato dopo diversi mesi, la lettera di appuntamento non costituisce ricevuta“. Una “violazione evidente della normativa”, secondo Zorzella, anche perché “a quel punto la persona straniera non è regolarmente soggiornante, perde il lavoro perché non si possono assumere stranieri irregolari, l’Ausl le nega il mantenimento dell’iscrizione al Servizio sanitario nazionale e viene cancellata dal registro anagrafico, perdendo quindi il diritto alla residenza e tutti gli altri diritti connessi al permesso di soggiorno”.

Altra criticità gravissima rilevata dalla legale, e già emersa nei mesi scorsi, “è il divieto agli avvocati di accedere all’Ufficio Asilo della Questura, che porta con sé gravissime conseguenze, data la condizione delicata dei richiedenti asilo, che se si presentano personalmente in Questura in alcuni casi rischiano anche l’espulsione“. D’Errico lamenta anche “le mancate risposte alle pec” da parte della Questura, e spiega che “da mesi cerco, interloquendo con la dottoressa Maria Santoli, responsabile dell’Ufficio Immigrazione, e con il questore Gianfranco Bernabei, di risolvere queste criticità”. Tuttavia, allarga le braccia D’Errico,

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