Vaccino, Figliuolo: “Categorie con priorità? Si rischia nepotismo. Prima i fragili”

ROMA – “Se noi pensiamo per categorie rischiamo di fare nepotismo, comprendo che si voglia garantire a chi ha fornito servizi essenziali un’adeguata ricompensa ma poi si aggiungerebbero sempre nuove categorie. Dobbiamo invece pensare ai fragili, agli anziani. Ieri avevamo tanti, tantissimi ricoverati in terapia intensiva. Io ascolto tutti ma quello che voi onorevoli state chiedendo prevede 50mila postazioni vaccinali e dosi ancora più ingenti che non ci sono”. A dirlo è il commissario straordinario all’emergenza Francesco Paolo Figliuolo, rispondendo alle domande dei deputati e dei senatori, nel corso dell’audizione congiunta di Camera e Senato sullo stato di attuazione del piano strategico nazionale dei vaccini per la prevenzione delle infezioni da SARS-CoV-2.

“In merito alla platea di AstraZeneca che può essere ampliata ad altre classi di età e tipologie di vaccinatori che possano comprendere anche le ostretiche o le ginecologhe – risponde il commissario – vi dico che può andar bene, ne stiamo parlando con il ministro della Salute Roberto Speranza ma poi non venite a parlarmi del piano vaccinale israeliano. Analogo ragionamento per quanto riguarda i farmacisti, con l’accordo raggiunto ieri: se vogliamo un piano vaccinale diverso facciamolo, ma questo diventa un piano vaccinale dei sogni in cui ogni giorno aggiungiamo un pezzo che risponde ad una nuova esigenza”.

“Ho visto stamattina il video del cantautore Antonello Venditti che ha voluto dare l’esempio dicendo ‘io sono un cantautore, devo fare il vaccino che mi forniscono e non scegliere’. Quindi se AstraZeneca è stato previsto per coorti di popolazione ampie, ricordo che non lo ha deciso il commissario, non l’ho deciso io”, precisa Figliuolo, che aggiunge: “La Costituzione ci dice che siamo tutti uguali. Rispetto alle dosi distribuite per Regioni, voglio ribadire che nessun cittadino può avere più opportunità di un altro residente in un’altra Regione, eccezion fatta per le categorie vulnerabili che hanno priorità uguali in tutte le Regioni. E’ la nostra Costituzione a dirci che siamo tutti uguali e dobbiamo agire con equità”.

“Rispetto alle dosi aggiuntive per colmare eventuali gap di dosi ed in relazione a cluster – chiarisce Figliuolo – non facciamo campanilismo, ci sono interlocuzioni in corso con il presidente dell’Umbria Tesei. Stiamo comunque dando alle Regioni la programmazione dei vaccini ma non di tutti i vaccini: Johnson &

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