Giovani e precari, il profilo degli assegnisti fotografato da Sant’Anna di Pisa

ROMA – Hanno raggiunto i più alti gradi dell’istruzione, il loro contributo è spesso determinante per il successo dei progetti di ricerca in cui sono coinvolti, eppure il nostro Paese non li valorizza. Sono i giovani con un contratto da assegnista di ricerca, fotografati nel corso dell’evento in streaming promosso dalla Scuola Superiore Sant’Anna in collaborazione con la Global Thinking Foundation. L’incontro ‘Per il futuro della ricerca in Italia. le storie, il profilo e le criticità dei protagonisti: gli assegnisti di ricerca’, è stato inaugurato, questo pomeriggio, dalla ministra dell’Università e della Ricerca Cristina Messa, che ha ribadito l’impegno del suo ministero per definire in maniera più strutturata le carriere degli assegnisti.

“Il nostro sistema è da rivedere. Per questo è attualmente allo studio della Commissione VII della Camera un disegno di legge che vuole rendere più chiaro il pre-ruolo e assimilarlo al sistema utilizzato all’estero, con un percorso definito– ha detto la ministra- Il futuro della ricerca sono gli assegnisti, e in generale tutti i giovani che hanno deciso di investire il loro futuro in ricerca”. In Italia gli assegnisti sono circa 15mila, distribuiti su tutto il territorio nazionale. Un numero che è cresciuto negli ultimi anni, così come sono aumentate le presenze femminili e quelle di ricercatori stranieri. Ma le difficoltà per chi ricopre questi ruoli non sono poche, a partire dal compenso. “Gli assegnisti sono il futuro per la ricerca italiana ma anche per il sistema Paese. Capire come poter intervenire per supportare il loro lavoro e riconoscergli un ruolo nel nostro sistema universitario e sociale dev’essere una priorità- ha commentato Sabina Nuti, rettrice della Scuola Superiore Sant’Anna-. È inutile ricordare quanto sia importante la ricerca in questo momento di pandemia e poi non dare spazio e supporto ai ricercatori, che sono il miglior risultato del nostro sistema universitario”.

Gli assegnisti hanno tra i 28 e i 35 anni, lavorano su tematiche innovative e si confrontano con un ambiente multidisciplinare. Tuttavia, per un assegnista è difficile farsi dare un mutuo,

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