AGI – Diciassette secoli fa gettò involontariamente i semi della divisione tra le chiese d’Oriente e d’Occidente, costruita sull’intricata disputa del Filioque. Oggi il suo anniversario potrebbe segnare un momento altamente simbolico di riavvicinamento tra i fratelli separati.
Nel 2025, ha lanciato l’idea l’arcivescovo ortodosso Job Getcha di Telmessos, capo della Missione permanente del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli presso il Consiglio ecumenico delle Chiese, saranno per l’appunto 1.700 anni dalla conclusione del Concilio di Nicea. La si potrebbe ricordare mettendo d’accordo, una volta per tutte, cattolici e ortodossi almeno sulla data di celebrazione della Pasqua. Tutti insieme, fratelli tutti.
Mica facile, anche se l’idea non dispiace in linea di principio nemmeno in Vaticano. La differenza nelle date di Pasqua, infatti, è uno dei segni più tangibili di divisione tra i cristiani. Cattolici e protestanti seguono il calendario gregoriano, introdotto dal Papa di Roma cinque sec