Un tempo il pianeta rosso era ricoperto da mari e oceani. Dove si trova, oggi, tutta quell’acqua? Ecco le ultime teorie
ROMA – Le foto scattate su Marte, anche quelle recentissime del rover della Nasa Perseverance, ci restituiscono l’immagine di un pianeta deserto, coperto di polvere e rocce. Grazie alle missioni spaziali che da decenni si dedicano alla sua esplorazione, sappiamo però che un tempo Marte era molto diverso. Innanzitutto era ricoperto d’acqua. Che fine ha fatto?
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LE TEORIE
La maggior parte dell’acqua Marte l’ha perduta, una certa quantità è invece rimasta intrappolata nelle rocce, come suggerito dai recenti risultati presentati al Lunar and Planetary Science Conference, e nel sottosuolo. Qualche mese fa, ad esempio, vi avevamo raccontato di una scoperta italiana che aveva rivelato che sotto la coltre di un chilometro e mezzo di ghiaccio della calotta polare meridionale marziana si estendeva una rete di laghi verosimilmente salati. Adesso sappiamo che il resto dell’acqua, quella che non è più sul pianeta rosso, si è dispersa nello Spazio in coincidenza di tempeste di sabbia e di passaggi ravvicinati al Sole. Lo sappiamo grazie a due studi: uno della russa Anna Fedorova, l’altro del francese Jean-Yves Chaufray. I due hanno chiarito il modo in cui l’acqua si comporta su Marte e come lascia il pianeta, che, lo ricordiamo, ha una forza di gravità pari all’1% di quella della Terra. Le loro ricerche spiegano che questo processo è influenzato dalla distanza dal Sole e dai cambiamenti del clima e del meteo, comprese le travolgenti tempeste di sabbia che tante volte sono state osservate sulla superficie di Marte. Hanno usato entrambi i dati dello strumento Spicam, uno spettroscopio che studia l’atmosfera muovendosi a bordo dell’orbiter Mars Express dell’Agenzia spaziale europea (Esa).
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“L’atmosfera è l’anello di congiunzione tra la superficie e lo Spazio- spiega Fedorova- e può dirci tanto sulla perdita di acqua da parte di Marte.